giovedì 12 novembre 2009

Per promuovere l'utilizzo di fonti rinnovabili per la creazione di energia, il 19 Settembre 2005 è entrata in vigore anche in Italia la possibilità di usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici, che verranno erogati in "conto energia", ovvero rivendendo tutta l'energia elettrica prodotta direttamente al gestore GSE (Gestore dei servizi elettrici) ad una tariffa incentivante.

Schema di funzionamento del "Conto Energia"


L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico viene convertita dall'inverter e immessa nella rete locale a bassa tensione.
Il contatore 1, posizionato dal gestore GSE a valle dell'inverter, conteggia tutta l'energia prodotta dall'impianto e riconose al produttore, per 20 anni, a seconda della classe di appartenenza definita in base alla potenza, delle tariffe incentivanti.
L'energia prodotta viene ceduta al gestore locale (solitamante ENEL) e conteggiata dal contatore 2 che rileva i KWh immessi alla rete. La rete nazionale è come "una batteria" di capacità infinita dove il produttore immette l'energia prodotta e quando necessita la preleva.
Il contatore 3 è il contatore che conteggia il consumo energetico per i propri fabbisogni quando non vi è produzione di energia elettrica dall'impianto.
In sisntesi: il contatore 2 ha la caratteristica di misurare l'energia immessa nella rete nazionale, mentre il contatore 3 quello di misurare il consumo. La soluzione tecnica che si sta adottando attualemente è che il contatore 2 e 3 vengono condensati in uno unico contatore bidirezionale.

Risparmio sull'energia consumata


L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico può essere consumata direttamente oppure, qualora il carico fosse inferiore alla produzione, ceduta alla rete. La differenza di costo per kWh tra l'energia acquistata e l'energia ceduta genera un risparmio il cui valore complessivo varia a seconda degli scambi energetici che mediamente si verificano in un anno; si tenga presente - infatti - che il bilancio di energia prodotta è positivo solo nelle ore di sole.

L'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico può essere ceduta alla rete in due modalità:


Scambio sul posto: l'energia in eccesso ceduta non è remunerata, ma viene monetizzata e accreditata per un futuro rimborso tramite conguaglio sulla bolletta (fino all'azzeramento).

Cessione in rete: l'energia in eccesso ceduta è remunerata a prezzi più alti rispetto a quelli di mercato (in quanto derivante da fonte di energia rinnovabile).

Scambio sul posto

Caratteristiche

il regime è applicabile per impianti fotovoltaici di taglia compresa da 1 a 200 kWp.

l'energia ceduta non viene immediatamente monetizzata ma accreditata per un futuro rimborso tramite conguagli sulla bolletta.

il valore dell'energia in eccesso ceduta alla rete include anche i costi di trasporto, l'IVA e le accise.

il regime è applicabile sia a privati che aziende.

Vantaggi


Nel regime di "scambio sul posto" l'energia consumata è gratuita. Infatti: nel caso in cui la produzione dell'impianto fotovoltaico fosse superiore o uguale al fabbisogno energetico richiesto ci sarebbe autoconsumo (l'utilizzo dell'energia prodotta dal proprio impianto); nel caso in cui, invece, il fabbisogno richiesto fosse inferiore alla produzione energetica (ad esempio per maltempo) l'utente accederebbe al "credito in energia" accumulato.

È evidente, quindi, che il regime di scambio sul posto è vantaggioso per i privati o per le aziende che installano e dimensionano l'impianto fotovoltaico in base ai propri consumi (la cessione di energia in rete non prevede remunerazione ma solo un accredito per rimborsi tramite conguaglio sulla bolletta).

Esempio di "scambio sul posto": consideriamo un impianto integrato con potenza di picco di 3 kWp e supponiamo che sia collocato in Friuli Venezia-Giulia così da consentire una produzione annua media di 3300 kWh/anno. Supponiamo anche che il consumo annuo dell'utente ammonti a 3200 kWh.

Cessione in rete

Caratteristiche

Vantaggi

Nel "regime di vendita" l'energia prodotta viene remunerata, pertanto: maggiore è la produzione di energia e maggiore è il vantaggio. È buona prassi, infatti, sovradimensionare la taglia dell'impianto di almeno il 40% del proprio fabbisogno, oppure dimensionarlo in base al budget disponibile per l'investimento.

Esempio di "cessione in rete" e "autoconsumo": consideriamo un impianto integrato con potenza di picco di 50 kWp e supponiamo che sia collocato in Friuli Venezia-Giulia così da consentire una produzione annua media di 55000 kWh/anno. Supponiamo anche che il consumo annuo dell'utente ammonti a 32000 kWh e che la sua distribuzione del consumo nell'arco della giornata sia tale da prevedere bollette per un ammonatare di 22000 kWh (nelle ore di sole, infatti, l'utente può effettuare l'autoconsumo mentre in tutte le altre deve comprare l'energia dal gestore).

Esempio di "cessione in rete" pura: consideriamo un impianto non integrato a terra, con potenza di picco di 500 kWp, entrato in funzione nel 2009, collocato in Friuli Venezia-Giulia così da raggiungere una produzione annua media di 550000 kWh/anno.
Il rendimento dell'impianto è: 550000 kWh x 0,3528 €/kWh = 194040 €. Il risparmio di CO2 è: 292050 Kg

PRESO DA FUTUR POWER